Il Ramadan nell’Islam
Il Ramadan e’ (il mese) in cui e’ stato inviato il Corano come
guida di vita. Anche chiari (segni) per la guida e il
discernimento (tra il bene ed il male) cosicche’ ognuno di voi
Chi e’ presente (nella sua casa) durante questo mese deve
digiunare. Ma se qualcuno e’ malato o in viaggio il periodo
prescritto (deve essere ritardato) di alcuni giorni.
Quando il
Ramadan inizia le porte del Paradiso sono aperte, le porte
dell’Inferno chiuse e i diavoli incatenati.Il Ramadan non
ricorre sempre nello stesso periodo, e’ il nono mese del
calendario islamico. Poiche’ il calendario islamico e’ lunare, i
mesi sono determinati in accordo con le varie posizioni della
luna. Questo vuol dire che su un certo numero di anni, il
digiuno islamico copre tutte le stagioni.
Il
digiuno e’ uno dei cinque pilastri obbligatori dell’Islam.
Insegna ai Musulmani a resistere alle tentazioni della carne ed
e’ obbligatorio per tutti i credenti, uomini e donne che siano
mentalmente e fisicamente sani. E’ obbligatorio per i giovani
quando raggiungono l’eta’ della puberta’ e della discrezione, a
circa 14 anni. Sebbene i bambini anche al di sotto di quest’eta’
sono spesso incoraggiati ad iniziare il digiuno a poco a poco in
modo che con il tempo saranno mentalmente e fisicamente capaci
di digiunare. Sono esentati dall’obbligo di digiunare i bambini
piccoli, i malati, gli anziani che non possono digiunare per
motivi di salute, i pazzi e coloro che sono lontani da casa, le
donne incinte e quelle che allattano se il digiuno puo’ essere
dannoso per la loro salute o per quella dei loro bambini.
In altre
religioni e dogmi, filosofie e dottrine, l’osservanza del
digiuno e’ ristretta ad alcuni tipi di cibo o bevande o sostanze
di altro tipo, ma si e’ comunque liberi di riempire lo stomaco
con altre cose. Nell’Islam bisogna astenersi da tutte le cose di
natura materiale, cibo, bevande, fumo ecc… Questo per avere
gioia spirituale ed illuminazione morale. Restando a stomaco
vuoto, il Musulmano riempe il suo cuore con gioia e amore, il
suo spirito con pieta’ e fede e la sua mente con saggia
risoluzione. Il proposito del digiuno in altre religioni e’
invariabilmente parziale. Sia per i propositi spirituali o per
le necessita’ fisiche o per le speculazioni intellettuali, ma
mai per tutte e tre queste cose insieme. Nell’Islam e’ per tutti
questi motivi e molti altri, di carattere economico e sociale,
morale e umanitario, interno ed esterno, locale e nazionale
tutti combinati insieme.
Il
digiuno nell’Islam non e’ un divorzio dalla vita, ma un felice
matrimonio con lei, non e’ un rifiuto ma un penetrare la
spiritualita’, non e’ una negligenza ma un arricchimento morale.
E’ uno monito contro i peccati: colui che digiuna impara la
pazienza.
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