Le attitudini
del credente
Per essere
musulmano, bisogna credere in un solo Dio, e nella sua unicita’
come Unico Creator, Preservatore ecc. Ma questa credenza -chiamata
Tawhid Ar-Rububiyyah- non e’ sufficiente. Molti idolatry credono
che solo un dio supremo possa fare tutto questo. Ma non e’
sufficiente per definirli Musulmani. Al Tawhid ar-rububiyyah
bisogna agiungere il tawhid al'uluhiyyah, la consapevolezza che
Dio e’ il solo da servire e a cui essere fedeli, e quindi
astenersi dall’essere fedeli ad alter cose o esseri.
Assunta questa consapevolezza di un solo Vero Dio, l’uomo puo’
costantemente avere fede in Lui, e nulla potra’ indurlo a negare
la verita’.
Quando la fede entra nel cuore di una persona, gli causa certi
stati mentali, che sfociano in determinate azioni. Prese insieme
queste azioni e questi stati mentali sono la prova della vera
fede. Il Profeta disse: “ La fede e’ qualcosa che risiede
fermamente nel cuore e che e’ provata dagli atti”.
Tra questi stati mentali c’e’ quello della gratitudine verso Dio,
che potrebbe definirsi l’essenza dell’Ibada (la fede).
Il sentimento di gratitudine e’ cosi’ importante che colui che
non crede e’ chiamato "kafir", che significa “ colui che nega la
verita’” e anche “colui che non e’ grato”.
Un credente ama ed e’ grato a Dio per la bonta’ che Egli
distribuisce su di lui, ma non pensa che le sue buone azioni,
mentali o fisiche, debbano essere ripagate con i favori divini,
anzi e’ sempre preoccupato della punizione divina qui o
nell’Aldila’. Il credente ha quindi paura di Dio e lo sostiene e
lo serve con grande umilta’. Uno non puo’ essere in un simile
stato mentale se non pensa a dio continuamente. Il pensiero di
Dio e’ quindi la viva forza della fede.
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